La paranza dei bambini | visto da Giovanni Montali

Lo spettacolo “La Paranza dei Bambini” narra dei un gruppo di ragazzi e della loro ascesa nel mondo del crimine.

Il gruppo è “capitanato” da Nicolas, detto Marajà. La sua repentina ascesa nella criminalità lo porterà a essere ossessionato dal potere, che  alla fine lo divorerà. Il gruppo di ragazzi mette in atto comportamenti tipici delle bande mafiose che si
possono vedere in televisione, ma non disprezzano l’uso della violenza e delle armi.

Nel finale il Marajà è costretto a uccidere un suo compagno che è stato infedele nei confronti dei loro superiori facendo intendere la cudeltà che si respira nella vita di strada.

“La Paranza dei Bambini” è uno spettacolo teatrale diretto da Mario Gelardi. I personaggi messi in scena dal regista sono reali nel contesto in cui recitano, ma  risultano eccessivi nelle scelte e nei modi di atteggiarsi nel mondo descritto dai
drammaturghi.
Attraverso questa marcata violenza verbale possiamo veramente intendere com’è brutale  la società criminale.
Il marajà è un simbolo che rappresenta molti giovani d’oggi.  Egli è ossessionato dal potere: è la sua idea fissa, la sua stella polare, il suo tormento.

Ci insegna che da grandi poteri derivano grandi responsabilità e che non bisogna farsi  trascinare dai sentimenti e dalla brama di dominio.

L’ambiente in cui si svolge la vicenda è presso Napoli e dintorni.
Il “set” è sempre allestito con due rampe che, alle volte, vengono usate per rappresentare  delle scale e, alle volte, vengono usate per rappresentare i tetti delle case partenopee.
Gabbie, armi e vari elementi scenici arricchiscono la bellezza e il realismo dell’opera.
Apprezzabile anche il lavoro svolto per le luci, che nei momenti di suspance si fa più cupa  e nei momenti di svago è sfavillante.
Se la trama è cosÏ coinvolgente, oltre che per la bravura dei giovani attori, è grazie ai  costumi che i personaggi indossano.
E’ incredibile quanto siano fedeli gli indumenti che i personaggi vestono e quanto portino lo spettatore ad immedesimarsi nella storia.

“La Paranza dei Bambini” è uno spettacolo adatto sia ad un pubblico giovanile, sia ad un pubblico più avanti con l’età.
Rappresenta ciò che la malavita è al giorno d’oggi e ci racconta di come delle vite innocenti possano essere spazzate via senza dar peso ad ogni singola esistenza.
Una scena che mi ha colpito è quando il Marajà vuole che suo fratello non diventi come lui; egli vuole che studi e che faccia un lavoro onesto.

Questo è il messaggio che ho recepito dall’opera: la violenza esiste e sempre esisterà, ma attraverso lo studio e la cultura possiamo provare a combatterla.
Perché il sapere, l’erudizione, l’istruzione e la formazione intellettuale sono alla base di  una società sana, responsabile ed onesta.