Assassinio sull’Orient Express è l’adattamento teatrale del celebre romanzo di Agatha Christie, firmato da Ken Ludwig. Lo spettacolo porta in scena uno dei capolavori del giallo classico, trasformando il palcoscenico in un dispositivo narrativo costruito su suspense, tensione e ambiguità morale.
Durante l’inverno del 1934, una valanga blocca il leggendario Orient Express, isolandolo in un paesaggio di neve e ghiaccio. Il treno diventa uno spazio chiuso e sospeso. Nella notte, un ricco passeggero americano viene trovato assassinato nella sua cabina: molte coltellate, nessuna traccia nella neve, nessuna via di fuga evidente.
A bordo si trova il detective belga Hercule Poirot, interpretato da Claudio Gregori, chiamato a risolvere uno dei casi più complessi della sua carriera. Attraverso una serie di interrogatori, Poirot ricostruisce un intreccio di testimonianze, contraddizioni e versioni discordanti.
Progressivamente, il delitto si rivela come l’esito di una vicenda collettiva, in cui responsabilità individuali e colpe condivise si sovrappongono. Il treno diventa così una gabbia morale, un luogo in cui la verità non è univoca e la giustizia assume contorni problematici.
Nel corso dell’indagine, Poirot è costretto non solo a ricostruire la dinamica dei fatti, ma anche a confrontarsi con una verità che mette in discussione i principi del suo metodo investigativo. La soluzione del caso apre interrogativi sul rapporto tra legge e giustizia, colpa e punizione, vendetta e riscatto.
Lo spettacolo si configura come un thriller teatrale costruito sulla struttura del giallo classico, che utilizza l’indagine poliziesca per sviluppare una riflessione più ampia sulla responsabilità collettiva e sul concetto di giustizia.

