il malato immaginario

Il teatro come finzione, come strumento per dissimulare la realtà, fa il paio con l’idea di Argante di servirsi della malattia per non affrontare “i dardi dell’atroce fortuna”.

Il malato immaginario ha più paura di vivere che di morire e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi, dalle prove che un’esistenza ti mette davanti.
La tradizione, commettendo forse una forzatura, ha accomunato la malattia con la vecchiaia, identificando di conseguenza il ruolo del malato con un attore anziano o addirittura vecchio, ma Molière lo scrive per se stesso quindi per un uomo sui 50 anni, proprio per queste ragioni un grande attore dell’età di Emilio Solfrizzi potrà restituire al testo un aspetto importantissimo e certe volte dimenticato: il rifiuto della propria esistenza.

La comicità di cui è intriso il capolavoro di Molière viene così esaltata dall’esplosione di vita che si fa tutt’intorno ad Argante e la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti.
Una comicità che si avvicina al teatro dell’assurdo, Molière, come tutti i giganti, con geniale intuizione anticipa modalità drammaturgiche che solo nel’900 vedranno la luce.
Si ride, tanto, ma come sempre l’uomo ride del dramma altrui.

Guglielmo Ferro

venerdì 14 gennaio 2022 | ore 21

sabato 15 gennaio 2022 | ore 21

domenica 16 gennaio 2022 | ore 16

Compagnia Molière, La Contrada Teatro Stabile di Trieste in collaborazione con Teatro Quirino - Vittorio Gassman

Emilio Solfrizzi

di Molière

adattamento e regia Guglielmo Ferro

La durata dello spettacolo è di due ore con intervallo

InteroRidottoMini
platea29 euro26,50 euro23,50 euro
prima galleria e palchi25 euro23 euro20,50 euro
prima galleria e palchi con visibilità ridotta21 euro19 euro18 euro
seconda galleria21 euro19 euro18 euro
BIGLIETTERIA

Dal lunedì al sabato dalle ore 15 alle 19 e da un’ora prima dello spettacolo.
Dal 31 ottobre: dal martedì al sabato dalle ore 15 alle 19 e da un’ora prima dello spettacolo.