…da ragazzo, durante la guerra, succhiavo la benzina dal serbatoio delle macchine…
Dio, quanto mi girava la testa! (Chet Baker)
Trama
Alcune creature attraversano l’universo come meteore e, in un attimo, diventano miti.
La loro durata varia come lo splendore della loro luce. Possono bruciarsi in un fulgore intenso e breve, oppure invecchiare senza perdere lo smalto di quel riflesso divino, o ancora scomparire in un silenzio inatteso che non attenua lo stupore del miracolo della loro epifania. Ciò che accomuna queste creature è il mistero dell’unicità, quella dimensione inspiegabile che le rende irripetibili.
Chet Baker è una di queste creature. Bellissimo e dannato, distrutto dalle droghe e da un disordine esistenziale cronico, con la sua tromba ha segnato una traccia dolorosa, tenera e indelebile nella storia della musica del Novecento, prima di cadere in volo su un marciapiede di Amsterdam.
Questo concerto di parole e suoni – ideato con Felice come nuova traccia del nostro percorso insieme e condiviso con Guido e con Nico – è una dedica alla sua anima tormentata, un grazie per esserci stato.
Marco Sgrosso