Nel centenario della nascita di Dario Fo, il regista Giorgio Gallione si confronta con uno dei testi più noti del Premio Nobel per la letteratura.
Al centro della vicenda si colloca l’episodio che ha ispirato Morte accidentale di un anarchico: la morte di Giuseppe Pinelli, precipitato il 15 dicembre 1969 dalla finestra della Questura di Milano durante un interrogatorio legato alle indagini sulla strage di Piazza Fontana. Un caso rimasto al centro del dibattito pubblico e giudiziario dell’epoca, definito nelle inchieste con l’espressione “malore attivo”.
Il testo di Fo nasce da un lavoro di ricostruzione basato su documenti processuali, atti d’inchiesta e materiali giornalistici. Attraverso la forma della farsa tragica, lo spettacolo mette in relazione fatti di cronaca e rappresentazione teatrale, evidenziando le contraddizioni emerse nel contesto delle indagini e del dibattito politico dell’epoca.
La struttura drammaturgica si sviluppa attorno alla figura del Matto, un personaggio che introduce un dispositivo comico e paradossale per interrogare le versioni ufficiali dei fatti. Attraverso il travestimento e lo slittamento identitario, il Matto mette in crisi i meccanismi di potere e le narrazioni istituzionali.
Nel contesto originale dell’opera, la messinscena di Dario Fo ha avuto un forte impatto culturale e civile, accompagnata da ampio successo di pubblico e da numerose controversie e tensioni legate alla sua rappresentazione.
In questa nuova edizione, il ruolo del Matto è affidato a Lodo Guenzi, che interpreta il personaggio guidando una costruzione scenica basata su ritmo comico, satira e struttura corale. Il lavoro si confronta con la tradizione del teatro di Fo, mantenendone l’impianto civile e rielaborandolo in una forma contemporanea.
Lo spettacolo affronta il rapporto tra verità, rappresentazione e potere, attraverso una struttura teatrale che alterna registri comici e momenti di maggiore tensione drammatica.

