Dopo il successo di Famiglia Imbarazzi – Imbarazziamoci Tour, Giuseppe Ninno torna a teatro con Citofonare Casa Imbarazzi, il secondo capitolo di un progetto teatrale che continua a raccontare con ironia l’immaginario e le abitudini degli anni ’90.
Se il primo spettacolo ci riportava tra i banchi di scuola e nelle dinamiche dell’adolescenza, questa volta la porta si apre direttamente sulla casa degli Imbarazzi. È la famiglia a diventare il cuore della commedia: un luogo fatto di rituali, contraddizioni, piccole manie e situazioni nelle quali generazioni diverse possono facilmente riconoscersi.
Lo spettacolo costruisce così un racconto generazionale in cui comicità e osservazione della società procedono insieme. Il passato incontra continuamente il presente: cambiano gli strumenti, le abitudini e il modo di comunicare, ma certe dinamiche sembrano non cambiare mai. Le strategie per evitare un’interrogazione lasciano spazio alle nuove ossessioni digitali, mentre i vecchi “gruppi classe” diventano oggi “gruppi famiglia”, vere e proprie piazze virtuali della quotidianità domestica.
La narrazione attraversa alcuni dei ricordi più familiari degli anni ’90: il rito del risveglio, i pomeriggi trascorsi tra compiti e videogiochi, i telefilm e le pubblicità entrati nell’immaginario collettivo. Non manca il rapporto con la salute, raccontato attraverso il confronto tra l’autorevolezza del medico di famiglia e gli immancabili rimedi materni, patrimonio comune di tante famiglie italiane.
Un capitolo speciale è dedicato anche alle feste comandate e, in particolare, al Natale: il momento perfetto per osservare quelle dinamiche familiari che negli anni cambiano forma, senza perdere la loro irresistibile essenza.
Sul palco si alternano i tre pilastri della Famiglia Imbarazzi, accompagnati da una band dal vivo, all’interno di una scenografia che richiama l’estetica delle grandi sitcom italiane e rende omaggio a un’icona televisiva come Casa Vianello.
Citofonare Casa Imbarazzi utilizza così la nostalgia non come semplice ricordo, ma come punto di partenza per raccontare il presente: un viaggio tra ieri e oggi fatto di risate, memoria e vita familiare. E alla fine resta soltanto una domanda: chi avrà il coraggio di citofonare a Casa Imbarazzi?